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Matera: RESTAURO APERTO
10 cantieri di restauro in città dal 24 giugno al 4 ottobre 2019
 


                                                              

L’intero corpo studentesco della Scuola di Alta Formazione ISCR, circa 110 allievi provenienti sia della sede di Matera sia da quella di Roma, sarà coinvolto quest'estate in  cantieri di restauro dove mettere in pratica le competenze acquistite durante l'anno.
I cantieri saranno aperti al pubblico su prenotazione
24 giugno - 4 ottobre 2019

                 

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L’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro ha aperto, dall’anno 2015, una sede della propria Scuola di Alta Formazione e Studio a Matera.
Oltre all’attività didattica svolta in aula e in laboratorio nel corso dell’anno, in estate gli allievi sono chiamati a partecipare a cantieri di restauro, nei quali mettere in pratica le competenze acquisite. L’Istituto propone quest’anno un itinerario tematico tra le strade del centro di Matera, che connetterà i cantieri, aperti al pubblico su prenotazione.

 

L’intero corpo studentesco della Scuola di Alta Formazione ISCR - circa 110 allievi provenienti sia della sede di Matera sia da quella di Roma - sarà coinvolto in questa iniziativa. In caso di particolari precauzioni conservative, alcune opere d’arte saranno restaurate nei laboratori ISCR di Matera che, aperti anch’essi al pubblico, potranno entrare nel circuito di visita assicurando un’ancora maggiore integrazione tra ISCR e città.
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Tre le opere della collezione del MUSMA interessate nei cantieri estivi dell’ISCR aperti al pubblico:

- Tages (1932), di Duilio Cambellotti: dal 24 giugno al 26 luglio 2019

- Grande Meridiana (1961), di Guido Strazza: dal 2 settembre al 4 ottobre 2019

- Endeavor Shoal (1964) di Wilfrid Zogbaum: dal 2 settembre al 4 ottobre 2019

Duilio Cambellotti (Roma 1876-1960), fu incisore, scultore, pittore, scenografo, decoratore, oltre che ceramista e illustratore. L’opera in gesso rappresenta il dio etrusco Tages, spesso raffigurato come bambino dai capelli bianchi, nato dal solco tracciato dall’aratro di un contadino. Secondo la leggenda, Tages avrebbe insegnato al popolo etrusco l’arte della predizione del futuro, scomparendo poche ore dopo la sua nascita.
La tecnica esecutiva utilizzata ha permesso di ottenere un unico esemplare in gesso, a partire da un originale in argilla.

L’opera è stata quindi rifinita con l’aggiunta di materiale lavorato a mano e patinata con velature grigiastre per accentuarne la plasticità e le linee nervose del modellato. L’ armatura di sostegno visibile sul retro si compone di elementi minuti in legno di abete a sezione quadrangolare, affogati nel gesso, cui in seguito ne risulta aggiunto uno a sezione circolare in legno di faggio, con funzione di rinforzo.

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STATO DI CONSERVAZIONE

L’opera è interessata da importanti problemi strutturali, in quanto l’armatura lignea, particolarmente attaccata da insetti xilofagi, non garantisce più una sufficiente funzione di sostegno. La corretta lettura del gioco chiaroscurale della patina originale è compromessa dalla presenza omogenea di un deposito coerente, da piccole lacune dello strato superficiale e da abrasioni di natura accidentale. Il gesso presenta inoltre delle fessurazioni in corrispondenza dell’elemento verticale dell’aratro e nella base, sotto il ginocchio sinistro. Rapidi ritocchi, con linee tratteggiate e velature di colore grigiastro in corrispondenza delle abrasioni, sono da ascrivere a un precedente restauro.

 

INTERVENTO

L’intervento conservativo al quale l’opera è sottoposta ha la finalità di restituirne la corretta leggibilità e la stabilità. Le operazioni eseguite sul supporto ligneo mirano ad ottenere il ripristino della funzione di sostegno, attraverso l’interruzione dell’attività di degrado causata degli insetti xilofagi, per mezzo di un trattamento inibitore, e il risanamento di fessurazioni, esfoliazioni e altri fenomeni di decoesione, mediante l’applicazione di resine acriliche ed epossidiche.

La rimozione del deposito coerente, eseguita seguendo criteri di compatibilità e non invasività, prevede l’uso di sistemi di pulitura a secco o acquosi supportati da mezzi molto ritentivi, essendo il gesso un materiale particolarmente sensibile all’acqua. L’intervento si concluderà con la presentazione estetica, attraverso l’equilibratura delle abrasioni eseguita con velature a tono che consenta la corretta lettura della patina originale.
   
 



 
 
 
   

 




   
   
   
   
 
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