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Intervento di pulitura su Spazio di ferro n. 8 di Giuseppe Uncini

Opera: Spazio di ferro n. 8, 1988 ferro e cemento, cm 147 x 247 x 26

Artista: Giuseppe Uncini, Fabriano (AN) 1929 - Trevi (PG) 2008

Restauratore e scheda di restauro: Dott.ssa Rosa Stella Pastore 

Descrizione
Dietro una griglia in ferro sono collocati tre pannelli in compensato e cemento.
Questa armatura sporge oltre i pannelli sui lati più lunghi, mentre risulta più corta degli stessi pannelli ai due lati di destra e di sinistra. Uncini, nei suoi lavori mescola sabbia e cemento che poi distende su un supporto di legno, come una specie di intonaco per alleggerire il peso della struttura. L’imponenza dell’aspetto corrisponde alla leggerezza del pezzo.

Osservazione dell’ambiente espositivo
L’opera, all’inaugurazione del MUSMA, era stata collocata in fondo al III ipogeo, sulla parete destra a pochi millimetri dal muro rispettando le esigenze storico-artistiche che l’esposizione museale richiedeva. Lo spazio, scavato nella calcarenite, è risultato inadatto per ospitare a lungo una scultura di ferro e cemento a causa delle condizioni eccessivamente umide dell’ ipogeo.

Stato di conservazione
L’opera appariva sporca per la presenza di muffe a grosse chiazze, di diverso colore, e per le efflorescenze saline sul retro e sul davanti.

Interventi preliminari
Con molta cautela si è passati al trasferimento dell’opera dall’ipogeo profondo ad una zona temperata per evitare bruschi passaggi termici. Ci sono volute due settimane perché la scultura si acclimatasse nel nuovo ambiente. Il tutto è testimoniato da documentazione fotografica prima, durante e dopo l’intervento di restauro.

Intervento
Pulitura meccanica “a secco” del cemento per evitare azione corrosiva o “bagnante” dei solventi liquidi
Lucidatura e trattamento antiossidante delle armature scoperte e finiture delle giunzioni con perno

Procedimenti tecnici
La scelta dei materiali, degli strumenti e delle tecniche è stata orientata in funzione dell’opera stessa. Dai volumi consultati e dalle ricerche su riviste scientifiche statunitensi si evince che la causa del degrado del calcestruzzo è normalmente l'assorbimento dell'acqua. La stessa acqua risulta deleteria per il compensato e soprattutto per le armature metalliche contenute nei pannelli in calcestruzzo che ossidandosi causano un aumento di volume e, di conseguenza, il distacco della parte copriferro dal calcestruzzo. Gli interventi effettuati, per scelta, sono stati eseguiti “a secco”. La parte in cemento è stata cosparsa con del talco per favorire l’assorbimento dell’umidità inglobata nei mesi precedenti. L’uso del talco è risultata un’ operazione strategica. Questo elemento risulta, infatti, facilmente asportabile tramite azione di sfregamento leggero sulla superficie del pannello. Per facilitare, poi, la pulitura ed eliminare i residui di talco si è deciso di ricorrere ad un sistema ad aria compressa direzionando il getto sulle muffe. Queste sono state asportate nel modo meno invasivo possibile rispettando la materia originale.
L'opera è stata spostata nel IV ipogeo che, dai rilievi termoigrometrici effettuati, è risultato ambiente più idoneo alle esigenze conservative.
Le operazioni di pulitura sono state eseguite nell'ottobre del 2007 dalla responsabile del settore conservazione del MUSMA, dott.ssa Rosa Stella Pastore.

 

uncini1
thumb_uncini2
uncini3 uncini4
 l'inizio delle alterazioni
le alterazioni del metallo
 le muffe l'opera ripulita

Bibliografia sull’opera
- cat. Bruno Corà, Uncini, Silvana Editoriale, Milano, 2008, p. 151;
- Esposizioni: “Chiese rupestri Madonna delle Virtù – San Nicola dei Greci”, Matera, 1988; Studio La Città, Verona, 1989.

Bibliografia tecnica
- Marina Pugliese, Tecnica mista, Mondatori, 2006, p. 143; p. 217
- O. Aroz, M. Tuncan, Scienza delle costruzioni, Magazine of concrete Research, (GB), vol. 58, n. 2 marzo 2006, pp. 117-122
- M. Frigiacomo, A. Ceccotti, Journal of structural Engineering, (USA), vol 132, n.1, gennaio 2006, pp. 13-22; pp. 23-33

 
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