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"L'esperienza fisica genera un rapporto diretto con le persone rispetto a quella puramente intellettuale.
La fotografia della mano che stringe la creta lasciando in essa la sua impronta porta con sé il senso delle due esperienze e conferisce alla visione una terza dimensione cognitiva.
Il mio obiettivo, attraverso il lavoro di anni, è sempre stato quello di sensibilizzare le persone alla complessità di questi problemi.
In tal senso la fotografia usata per MUSMA rappresenta più una sensazione tattile a tre dimensioni che non quella di natura retinica bidimensionale di tradizione". 
Mario Cresci

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mario cresci
Cenni biografici
Fotografo e Visual Designer, Mario Cresci è docente a Brera di “Fotografia: documento, comunicazione, opera” nei corsi di specializzazione post-laurea e di “Teoria e metodo della fotografia” nei corsi del Fondo Sociale Europeo (FSE), nella stessa Accademia. È inoltre docente di linguaggio fotografico alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano (NABA) e visiting professor all’Ecole d’Arts Appliqués di Vevey (CH). Dall’Anno Accademico 2003/2004 insegna nel corso di Design della Comunicazione al Politecnico di Milano, Facoltà di Architettura. Dal 2000 al 2003 è docente di “Storia della Fotografia” alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Parma. Tra il 1998 e il 2000 collabora con importanti industrie come BTicino, per la quale realizza con altri fotografi il progetto: "A regola d'Arte" curato da Enzo Biffi Gentili, segnalato al "Premio Guggenheim" per le Imprese e la Cultura. Dal 1996 al 1999 è stato direttore artistico di "Savignano Immagine", manifestazione dedicata alla fotografia contemporanea, alle arti visuali e alla creazione dell’“Archivio del territorio” (centro permanente di ricerca e formazione) in Emilia Romagna.
Dal 1995 al 2002 collabora al supplemento domenicale del quotidiano “Il Sole 24 ore”. Dal 1992 al 2000 ha diretto l'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo. Mario Cresci è nato a Chiavari (Ge) nel 1942. Dal 1963 al 1966 compie gli studi al "Corso Superiore di Industrial Design" di Venezia, dove apprende le discipline del design ed è tra gli artisti che avviano le prime sperimentazioni fotografiche degli anni '60 e '70 in Italia. Si dedica al lavoro artistico ed alla progettazione grafica, interessandosi in particolar modo ai linguaggi visuali, in un'ottica di analisi e interscambio delle forme espressive. Dal 1966 entra nel gruppo di architettura e design:"Il Politecnico", attivo a Venezia e a Matera, con il quale avvia un’intensa ricerca etno-fotografica interessandosi in particolare modo ai linguaggi visuali legati alle aree del Mezzogiorno d'Italia. Dal 1967 al 1969 è prima a Milano con l'architetto Gae Aulenti, come designer, e poi nel 1968 a Roma. Come artista - fotografo vive la sua esperienza all’interno delle tensioni politiche di quel periodo e collabora con gli artisti romani Pascali, Kounellis, Mattiacci, con la Galleria “L'Attico” di Fabio Sargentini e con la rivista d'arte contemporanea "Cartabianca". Sempre a Roma incontra gli artisti torinesi Pistoletto, Boetti e Paolini. Il 1969 vede Cresci a Parigi, come designer in una grande agenzia di pubblicità, e successivamente a Milano, dove, tra politica e arte, realizza uno dei primi environnement fotografici in Europa alla Galleria "Il Diaframma". Dal 1970 alla fine degli anni '80 lavora stabilmente a Matera, nel campo della comunicazione visiva usando la fotografia come mezzo di connessione concettuale tra lo sguardo e il suo personale coinvolgimento nella realtà e nelle problematiche dei luoghi in cui vive. Dal 1974 in poi partecipa a diverse edizioni della Biennale d'Arte di Venezia e alle principali esposizioni di fotografia in Italia e all'estero. Dal 1975 si dedica alla sperimentazione di nuove modalità didattiche nelle scuole di design dell'area meridionale ed in particolare per “Zetema” a Matera. Contemporaneamente, nell’ambito della ricerca personale, avvia un’intensa attività fotografica sulla memoria, l'identità, l'architettura e il paesaggio. Nel 1989 si trasferisce a Milano dove insegna per alcuni anni comunicazione visiva e fotografia all'Istituto Europeo di Design. Come direttore dell’Accademia di Belle Arti di Bergamo progetta e dirige numerose iniziative finalizzate all’innovazione dei percorsi di formazione artistica: "Clorofilla", "Accademie in Europa" (con Vittorio Fagone e la GAMC) e due edizioni di "ArteImpresa" (nel 1998 e nel 2000). Per i "Rencontres" di Arles ha curato e presentato nel 1998 un'estesa rassegna di giovani artisti-fotografi italiani. Nel 1995 espone un'ampia rassegna della sua attività artistica presso la Galleria del Credito Valtellinese alle "Stelline" di Milano. Dopo tale data continua la sua esperienza di artista con esposizioni e installazioni in Italia e all'estero. Una serie di sue fotografie presentate da Carlo Arturo Quintavalle si trovano presso la collezione permanente del Museum of Modern Art di New York e un consistente fondo di sue fotografie e opere grafiche è presente al CSAC dell'Università di Parma e nella collezione Bertero di Torino.

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