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The MUSMA in one minute. Video

Fernando Arrabal in visita al MUSMA. Video

L'intervista del MUSMA a Emilio Isgrò. Video

PIANO SUPERIORE    
  piano superiore piantina musma                                                                                                          Il piano superiore
 Piano inferiore
Sala 1
piano terra bn  
Sala 2
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Sala 6
Sala 7
Sala 8
Sala 9
Sala 10 
                           
  SALA 1
01. sala 1
La scultura italiana del XX secolo è senza dubbio tra le più alte espressioni della creatività nazionale. A volerne restituire l’immagine complessiva si ha un’impressione nettissima di vitalità, di possibilità linguistiche, di potere comunicativo che ha sconfessato quanti la vedevano “morta” o destinata ad una decadenza inarrestabile.
Le conseguenze delle guerre e i relativi gravissimi problemi socio-politici non hanno impedito ai nostri artisti di far parte di quei fondamentali movimenti radicali che, in Europa come in America, mettevano in discussione i valori consolidati della tradizione.
03. sala 1 La grande influenza di personalità come Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Arturo Martini ha, anzi, dato all’Italia un ruolo di primo piano in questo contesto di internazionale rinnovamento.
L’arte si svincola dai moduli e dagli schemi del monumentalismo di fine ottocento (la celebrazione dei miti risorgimentali, la commemorazione dei caduti in guerra), emancipandosi da un ruolo di puro decoro e dalla moda dell’arredo urbano.
Gli artisti cercano forme espressive nuove, finalmente al di fuori del linguaggio antropomorfico che aveva per decenni contraddistinto il percorso dei loro predecessori. 

02. sala 1

 

La storia della scultura contemporanea è anche la storia dello spirito e delle aspirazioni dell’Italia moderna.
Questo piccolo discorso introduttivo era necessario nel momento in cui, attraverso le scale o per mezzo dell’ascensore, dal primo cortile o dall’Ipogeo II, inizia la visita alle sale che ci consentono di ricostruire in maniera esaustiva l’avventura dell’arte plastica del ‘900.
Si parte dalla fine dell’Ottocento con la scultura di Medardo Rosso (Torino 1858 - Milano 1928), fluida nella sua rapidità di visione (Il birichino, 1883), per passare ai tre gessi di Duilio Cambellotti (Roma 1876 - 1960), tra i quali il Vaso equites del 1925, e alla terracotta di 

sala 1_duilio cambellotti
Libero Andreotti (Pescia, PT, 1875 - Firenze 1933) che tracciano i sentieri per giungere ad Arturo Martini (Treviso 1889 - Milano 1947), punto nodale, dopo Boccioni, della ricerca espressiva del secolo appena trascorso e punto di riferimento di tutti gli scultori che verranno dopo di lui. Gesù schernito dai Giudei, 1926, formella in terracotta per una via Crucis, e Figure, un inchiostro del 1937, corrispondono perfettamente alle esigenze della sua fantasia e alla costante necessità di rinnovamento.
 sala 1_medardo rosso  sala 1_arturo martini
Tra gli uni e gli altri, il Ritratto di Maddalena De Luca, di Aurelio De Felice (Torre Orsina, TR, 1915 - 1996), memoria di un illustre personaggio lucano qual è stato don Giuseppe De Luca (la scultura rappresenta la sorella), compagno di strada degli artisti, primo fra tutti Giacomo Manzù che gli dedicò la Porta della morte in San Pietro; la Massaia rurale (Ciociara), datata 1938, dell’allievo di Andreotti, Lelio Gelli (Firenze 1920 - Napoli 1975); la Testa di donna (1928-1929) di Franco Gentilini (Faenza, RA, 1909 - Roma 1981), una delle prime fra le tante testimonianze plastiche di pittori che hanno sentito l’esigenza di accostarsi alla scultura (e che il MUSMA raccoglie con interesse), ad ulteriore conferma dell’importanza che tale forma d’arte riveste nelle conquiste espressive del ‘900. 

 
 
 
 
 
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