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L'intervista del MUSMA a Emilio Isgrò. Video

Claudio Palmieri
Roma 1955
palmieri claudio, ascesi_musma

Ascesi, 1999 – 2000
ferro e ceramica, cm 230 x 70 x 50
Donazione C. Palmieri, Roma

 

claudio palmieri_musma
Protagonista della Nuova Scuola Romana o Scuola di via del Paradiso e con una più che ventennale attività artistica nazionale ed internazionale, Claudio Palmieri nasce a Roma nel 1955. La sua prima formazione artistica avviene sotto la guida del pittore futurista Mino delle Site, poi presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Esordisce e si afferma come pittore, imponendosi all’attenzione con grandi tele materiche, dove paesaggi ed elementi floreali vengono trasfigurati nel corpo della pittura fino a diventare irriconoscibili. Nel 1985 inaugura la sua prima personale alla Galleria l’Attico di Roma, l’anno seguente espone alla Galleria Annina Nosei di New York e nella sezione Aperto della XLII Biennale di Venezia. Dal 1987 emerge un ulteriore aspetto nel lavoro di Palmieri: quello scultoreo. Metallo, stoffe, ceramiche smaltate e legno si compongono in strutture verticali, dove il contrappunto tra pieni e vuoti e il colore sempre vivo della materia organica creano una nuova ed originale visione di natura. Presente in numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, sue opere sono esposte in permanenza in musei nazionali e diverse città ospitano le sua installazioni scultoree.
A Matera è tra gli artisti del “Periplo della scultura italiana contemporanea 2” nelle Chiese rupestri di Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci in occasione de Le Grandi Mostre nei Sassi nel 2000. Artista poliedrico, Palmieri affronta con uguale capacità ed abilità espressiva sia la pittura sia la scultura, rifiutando le convenzionali barriere disciplinari e nel contempo valorizzando le peculiarità linguistiche: pittura, fotografia, scultura. L'esigenza di sperimentazione lo porta alla fusione tra suoni e scultura, creando insieme al jazzista Maurizio Giammarco "Hardware", una performance di sax e quindici sculture di metallo, suonate dallo stesso Palmieri, in un originale intreccio espressivo. La performance verrà presentata in diversi teatri di Roma e in diretta su Rai Radio Tre nel 1997. 
   
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