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Giovanni Ruggiero
Fontanarosa (AV) 1973
giovanni ruggiero, e tutta la vita che tento, 2001_musma

È tutta la vita che tento, 2001
refrattario smaltato, cm 83 x 48 x 7
Donazione Bottega Gatti Faenza

 

giovanni ruggiero_musma
Giovanni Ruggiero è nato a Fontanarosa (AV) nel 1973, vive a Faenza (RA). Nel 2002 ha insegnato tecniche di fonderia presso l' accademia di belle arti di Firenze. Giovanni Ruggiero nasce a Fontanarosa, Italia nel 1973. Vive a Faenza e lavora a sculture, disegni, ceramiche e installazione. Il suo lavoro è caratterizzato da una costante ricerca sul spirituale e sull'anima e la loro rappresentazione come elementi visivi. Ha inventato e sviluppato la tecnica del "Intorilievi", come li definisce lui stesso, lavorando sul vuoto, piuttosto che sul volume. Nell'opera di Ruggiero la figurazione va oltre la definizione tecnica e trasporta i suoi interventi in una dimensione umana profonda, inconscia, in continua osmosi con il mondo circostante. Le forme di Ruggiero si plasmano sotto le mani dell'artista e prendono corpo, con la perizia del fonditore esperto, fino a diventare sagome scavate in qualsivoglia materiale, che sia alluminio, acciaio, gesso, ceramica, resina, addirittura setto murario o blocco di cemento armato, definendo figure umane scarnificate, nella loro essenza di esseri nascenti, senzienti e morenti, in perenne contatto con Dio. Le presenze-assenze dai connotati antropomorfi delle opere dell'artista sono trasfigurate in anime filiformi che portano tracce e ferite del vivere quotidiano e si assottigliano fino al compimento del loro ciclo vitale, trasformandosi, infine, in un 'cuore', simbolo supremo dell'amore universale, che sopravvive oltre la morte ed il disfacimento della carne..  
Le forme che scava Ruggiero sono come riscoperte, tracce di un antico sostare della materia in quel luogo. Parlano in un tono sommesso perché la loro voce sembra venire da lontano. Del resto non è affatto casuale che sia la figura dell'uomo il soggetto prediletto, l'elemento archetipo che è scoperto sotto la superficie. Ruggiero concentra la propria attenzione sul corpo sofferente dell'uomo, scoprendo le orme lasciate dal dolore, rughe antiche e indelebili che accompagnano il nostro ineluttabile attraversamento del tempo.   L’artista ricorda così, in un inedito formare al negativo, le emozionanti e drammatiche figure di Alberto Giacometti, persino il segno nervoso e sofferente dei suoi disegni. La capacità di registrarsi al proprio tempo, di rendere queste modo linguistiche e stilistiche sincroniche ai parametri di un quotidiano che tende a non lasciare tracce, a sfiorare appena la superficie delle cose, figuriamoci a scavarne anche un solo breve tatto, è certo essenziale a rendere fruibile l'emozione. Il lavoro di Ruggiero si muove in bilico tra la vita e la morte, tra le domande antiche e mai risolte che entrambe impongono, a dimostrazione di come l'arte attuale sia ancora in grado di porsi grandi questioni non limitandosi alla banale attestazione della realtà quotidiana, ma tentando di raggiungere attraverso la sua rappresentazione il mistero della sua alterità metafisica.
Segui l'artista su: Sito internet di Giovanni Ruggiero

   
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