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1cagewall - sala 2 del musma_foto masotti
        
            ROBERTO MASOTTI
4CAGEwalls (1999-2012)
mostra temporanea
per la III edizione
DAL SEGNO AL SUONO
DAL SUONO AL SEGNO
Speciale John Cage
nel centenario della nascita

14 luglio - 21 ottobre 2012
negli orari di apertura del Museo

                              
4CAGEwalls 1999/2012 è l'evoluzione multimediale e performativa del Cage Wall ideato da Roberto Masotti per il palcoscenico del Teatro Piccolo Regio di Torino nel dicembre 1999 e al MUSMA completamente rinnovato.
14 luglio - 21 ottobre, negli orari di apertura del Museo.

                   

Roberto Masotti > 4CAGEwalls (1999/2012)
La mostra 4CAGEwalls (1999/2012) di Roberto Masotti è allestita in tre sale del piano superiore del Palazzo Pomarici e nella Sala Cerone a piano terra, quattro muri del Museo di Scultura Contemporanea di Matera si fanno altrettanti CAGEwalls, accogliendo, in silenzio, i diversi momenti di vita e di lavoro dell’innovatore della musica del Novecento.
Scatti realizzati tra il 1977 e il 1991 dal ravennate Masotti, già fotografo ufficiale del Teatro alla Scala di Milano, nell’intenzione, non dichiarata, di parlare di Cage, di raccontarlo, di mettere in fila i ricordi migliori e quelli che coincidono con la memoria fotografica, a loro volta guidati e condizionati da altri non rappresentati. È nato secondo queste intenzioni il Cagewall, nel dicembre 1999 per il palcoscenico del Teatro Piccolo Regio di Torino, in occasione del John Cage Party, festa musicale a cura di Carlo Boccadoro con musiche di John Cage e i musicisti di Sentieri Selvaggi. Roberto Masotti ripropone il progetto in luoghi e forme diverse sino a giungere al MUSMA completamente rinnovato con il titolo 4CAGEwalls, riunendo un numero variabile di fotografia su quattro superfici scelte con lo scopo, per ognuna, di comporre visivamente un possibile ritratto di Cage, di rendergli omaggio, di giocare con le immagini.
Tra gli spazi espositivi del Museo sino al 21 ottobre 2012, il 4CAGEwalls (1999/2012) è una delle due mostre temporanee allestite in occasione della rassegna musicale del MUSMA Dal segno al suono. Dal suono al segno dedicata, in questa III edizione, al compositore statunitense e che prevede, insieme all’esposizione John Cage e l’arte dell’avvenire nella Sala della grafica, concerti di Enrico Malatesta, Luciano Maggiore, Roberto Paci Dalò, Andrea Felli, Marco Fusi, attività didattiche per bambini, conferenze, workshop, incontri di yoga, svolti al MUSMA dall’11 luglio al 5 settembre, la data di nascita di Cage.
La mostra è documentata nella pubblicazione CAGEwall(s) approntata per l'occasione dalle Edizioni della Cometa, Roma.

1cagewall - sala 2 del musma_foto masotti La Sala 2 del MUSMA ospita Cagewall 1 con sette fotografie, alcune nude altre magistralmente vestite, ovvero inquadrate da un attento osservatore d’arte, manipolatore di legni e vernici e amante delle musiche che è Cecé Casile: John Cage che sorseggia da una tazza, a Venezia nel 1982 con lo sfondo di un Antico Squero e colto di spalle al passaggio di un gabbiano; John Cage mentre gioca: con una trottola (Milano, 1980) o a scacchi su un taxi con Tenee Duchamp (Bonn, 1979); John Cage intento a cucinare e infine un’immagine della performance di Carlo Boccadoro dell’ensamble Sentieri Selvaggi che esegue Branches alla Comuna Baires di Milano nel 1998. Ricordi, situazioni e momenti immortalati da Masotti ed ora accolti nella sala del MUSMA senza una rigida regia o prestabilito disegno, tra i due bronzi di Marcello Mascherini e la Grande figura accoccolata n. 2 del 1968 di Emilio Greco che sembra al contempo spettatrice attenta e vigilante premurosa della scena collettiva accanto a sé.
   
2cagewall  - sala 4 del musma_foto masotti Il Cagewall 2 è ospitato nella Sala 4 del MUSMA e, coerentemente con il wall 1, segue un voluto senso di giocosità casuale. Accanto ad un austero Volto d'angelo del 1950 di Pericle Fazzini, tra il gruppo di fotografie emerge il celebre sorriso dell’innovatore della musica del Novecento, colto a Venezia nel 1982 e a Milano al Centro macrobiotico nel 1977. Tra queste si inserisce una scena sul Treno di John Cage. Alla ricerca del tempo perduto, straordinaria installazione sonora nata dalla creatività del compositore statunitense in viaggio dalla stazione di Bologna il 26 giugno del 1978 alla volta di Rimini, Ravenna e Porretta. E ancora: con Merce Cunningham e David Tudor al Teatro Nazionale di Milano nel 1980 e in piedi su una sedia a una festa con Cunningham e alcuni danzatori. Un’altra immagine della performance di Carlo Boccadoro dell’ensamble Sentieri Selvaggi alla Comuna Baires di Milano nel 1998 si affianca allo scatto di un gesto rilassato del compositore mentre cammina. Su tutte, una la fotografia dalla serie “You Tourned The Tables On Me” composta da 115 ritratti di musicisti contemporanei, tra cui Cage a Milano nel 1977.
   
3cagewall - sala 3 del musma_foto masotti Il Cagewall 3 è composto da quattro raccolte di provini ospitate nella sala 3 del Museo tra le otto tele di Carla Accardi e la Grande Genesi n.4 (1960) di Antonietta Raphael: uno strumento di lavoro, il passaggio tra i proofs e le stampe finali, non caricate di importanza concettuale ma inquadrate nella dimensione del racconto: incursioni, nel segreto e nel privato dei contatti, vero strumento di lavoro che fa da supporto a segni, istruzioni, cancellazioni, analizzano il processo e assumono importante valenza critica.
   
 4cagewall - sala cerone del musma_foto masotti La Sala Cerone al piano inferiore di Palazzo Pomarici ospita infine il Cagewall 4 composto da tre fotografie e la proiezioni di due video. Il compositore è immortalato nella sua casa di New York nel 1979: mentre gioca a scacchi con Grete Sultan e accanto ad una pianta, e a Montestella d’Ivrea nel 1978 in compagnia di John Fulleman. I video, in cui Masotti fa tesoro del materiale fotografico accumulato negli anni, elaborandolo proprio secondo le sue caratteristiche fisiche di oggetto, opacità, trasparenza, superficie, flessibilità d’uso, ripreso, proiettato e ancora ripreso, in ogni caso mostrato, sono Looking for Cage (2007) e Open Cage (2007) realizzato con Lino Greco e Gerardo Lamattina per il festival Milano Musica, con la musica di Alvin Curran.
   
Comunicato stampa_Secondo appuntamento con la rassegna musicale del MUSMA_Roberto Masotti                             
Scheda in allegato con testi di Masotti  

Comunicato stampa Inaugurata la mostra di Roberto Masotti 4CAGEwalls  
Intervista a Roberto Masotti
di Mariella Larato

Come si configura il Cagewall qui al MUSMA?

L’idea del Cagewall nasce un po’ di tempo fa, nel 1999, concepito per il palcoscenico, e dunque non per uno spazio museale, in occasione del John Cage Party che ho vissuto con Carlo Boccadoro e i solisti dell’ensamble Sentieri Selvaggi. È stata un’esperienza che ha lasciato delle tracce e nel tempo si è evoluta. Per l’installazione al MUSMA ho pensato di formulare il Cagewall a quattro muri, rifacendomi alla composizione di Cage Four walls. Sembrerà didascalico ma spezzettare e comporre, e ricomporre un ritratto di John Cage in più sezioni e con diverse modalità all’interno di questi spazi, mi è sembrata una sfida interessante e vi ho preso parte con molta partecipazione. Del resto, ritengo che questa organizzata dal MUSMA sia una rassegna di altissimo livello, nonostante di esaurisca nei soli mesi estivi. Conosco molti dei musicisti che vi prenderanno parte e devo dire che Matera sta vivendo un’occasione imperdibile grazie a questa iniziativa.

Avendo lavorato e conosciuto personalmente Cage, in un’immaginaria presenza al MUSMA del compositore statunitense, quale sarebbe stata, secondo lei, la sua impressione sulla mostra 4Cagewalls e su questo Museo?

Immaginando Cage al MUSMA credo che si sarebbe aggirato incuriosito tra questi spazi, trovando affascinanti gli spazi stessi e molte delle opere che sono qui disseminate, molte delle quali di suoi amici e compagni di lavoro. Era una persona che ovunque contribuiva ad una sorta di allegria dello spazio, riempiendolo con la sua aurea. Dico questo non perché io abbia il culto di Cage ma perché era un personaggio che lasciava tracce, in ogni luogo e in ogni momento; un vero cittadino del mondo. Certamente sarebbe stato attratto e calamitato da questo luogo e ho l’ambizione di pensare che, come in altre occasioni, gli sarebbe piaciuta la mia installazione, come nel passato aveva apprezzato molto le fotografie e i miei lavori espositivi.

Roberto Masotti, perché si dovrebbe visitare il MUSMA?

Il MUSMA è un Museo che va visitato perché ha degli spazi e accoglie una collezione molto interessanti. Io ritengo che l’arte contemporanea vada scovata ovunque si trovi; e dico anche che in ogni città si debba visitare il Teatro, quello classico, tradizionale. A Matera si potrebbe considerare il MUSMA “il teatro della scultura contemporanea”, uno spazio che si apre a nuove esperienze, come questo mio intervento dedicato a John Cage in linea colloquiaria con le opere di Fazzini che gli sono accanto. E con questo caldo opprimente, devo dire, raccomando in particolar modo la visita anche per rinfrescarsi negli ambienti ipogei!

   
Roberto Masotti (scritto per Torino Sette, La Stampa).
John Cage è stato per me un riferimento importante, come Duchamp o Man Ray o Bussotti o Feldman o Sun Ra o Braxton o Mengelberg o Godard... Personaggi dai vasti orizzonti con una propensione alla trasversalità o più semplicemente che hanno fatto sì che le varie arti colloquiassero tra loro con effetti spesso rivoluzionari. Ogni incontro reale o con la loro opera ha comportato per me un inevitabile arricchimento oltre che incrementare il sempre più folto archivio fotografico. 1984, maggio, Torino, una mostra su Cage e con Cage, cento fotografie, un ritratto variegato. Ora un ricordo importante. Preparo la scelta, controllo le stampe, creo una sequenza da sottoporgli che lui approva subito, dopo aver suggerito qualche variazione. Qualsiasi cosa dica, anche la più semplice, suona sorprendentemente acuta, stimolante; oltretutto è molto gentile, affettuoso e simpatico. Cage è uno di quei personaggi che non si smetterebbe mai di fotografare, un po’ come Leonard Bernstein o, penso, Warhol e Beuys. Sono perfetti sempre. Si ride molto in sua compagnia, del resto le sue risate sono divenute proverbiali. Parte il festival a lui dedicato voluto da Alfredo Tradardi e Giovanni Ferrero. John Cage è sempre molto occupato in tante cose contemporaneamente ma è anche disponibile a rispettare ogni programma stabilito per lui. Incontra i ragazzi delle scuole, assiste alle prove dei concerti, sovrintende ai preparativi di un gigantesco Musicircus, vero e proprio happening sonoro, al palasport, con migliaia di persone. Veste perennemente in jeans e mangia d’abitudine cibi macrobiotici. Non si cura, se cade, della pioggia. Ci sono molte persone vicino a lui: la vecchia amica, collezionista, mecenate, fotografa, Betty Freeman con il marito artista Franco Assetto, Giancarlo Cardini, pianista che eseguirà meravigliosamente uno strepitoso Solo for piano, Janos Négyesy, violinista superbo nei Freeman Etudes per lui pensati dal compositore, Gigliola Nocera, americanista, già molto esperta dell’opera di Cage, Walter Marchetti, tramite Fluxus in Italia, Luciano Martinengo che gira un partecipato documentario per la Rai, Franco Pulcini, giovane musicologo, Lorenzo Ferrero, giovane compositore. E altri che non ricordo ora scrivendo, ovviamente. In quei giorni a Torino cerco di non perdere occasioni per produrre qualche nuova e diversa immagine e ciò capita quando John vuole comprare certe radici e andiamo insieme al mercato di Porta Palazzo, tutti e due per la prima volta. Assisto così ad alcune deliziose scenette, lo aiuto un po’ con i venditori ma se la caverebbe benissimo da solo. É così gentile e simpatico che tutti lo trattano con riguardo e attenzione, sembra quasi sappiano chi sia e cosa desideri. Di fatto trova e compra alcune radici di scorzonera, se non ricordo male. Il giorno dopo 800 bambini delle scuole di Torino danno vita al più gioioso Musicircus della storia. Lui, eterno fanciullo, osserva e ascolta, saluta e ride estasiato. Un’avvertenza finale: il CAGE wall che ho ideato per lui non è una lapide, spero anzi risulti qualcosa di dolce e affettuoso, che so…un trancio di dolce, una assai poco macrobiotica torta meringata.

roberto_masotti
Roberto Masotti è nato a Ravenna nel 1947. Ha compiuto studi in industrial design a Firenze. Risiede a Milano. Il suo lavoro più noto è You tourned the tables on me, recentemente compreso nella grande mostra, e relativo catalogo, Il secolo del jazz a cura di Daniel Soutif. Twelve variations for electric guitar, Jazz Area, Diario dal Sud, Life Size Acts (in collaborazione con Dj Spooky), sono stati esposti in numerose città italiane ed europee e fanno parte di una più ampia serie di Musical Works. Fotografo ufficiale del Teatro alla Scala di Milano con Silvia Lelli dal 1979 al 1996, collabora con ECM Records dal 1973 ed è rappresentato da Fratelli Alinari-24 Ore. Diverse sono le realizzazioni video in collaborazione con compositori, improvvisatori (con la sigla improWYSIWYG) ed ensembles, a partire dal 1998: Damiani, Trovesi, Lugo, Cacciapaglia, Taglietti, Battaglia, Cavallanti – Tononi (Udu Calls), Martux_m, Alvin Curran, Luigi Ceccarelli, gli ensemble Alter Ego e Sentieri Selvaggi, Matmos, Aarset, Negro-Monico, Bosetti, Sollima. SKY/Leonardo gli ha dedicato un ritratto nella serie Click. Compare, assieme a Silvia lelli in La Voce Stratos, docu-film di Luciano D'Onofrio e Monica Affatato (2009). Suo è il cospicuo percorso fotografico che compare nel volume John Cage edito da Mudima, Milano che fa seguito alla mostra John Cage, un ritratto del 2007 e la mostra Arvo Pärt, nata a Sejny in Polonia, poi itinerante a Bergamo, Brescia, Roma, Verona, vedi catalogo Ad Lucem, Nomos Edizioni pubblicato in concomitanza con l'omonima mostra collettiva presso lo Studio La Città a Verona. La serie Naturae Sequentia Mirabilis riunisce opere diverse tra loro. Un primo nucleo ha inaugurato lo spazio espositivo di Arte Sella, alcune fotografie sono entrate nella collezione del Museo di Fotografia di Cinisello, l’installazione video Le 100 vedute di Monte Agaro è stata realizzata all’interno di Valarica 1703. 
   

 


 
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