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“100 disegni di Antonietta Raphaël donati al MUSMA dalla figlia Giulia Mafai”.
                                                                 

Cento disegni per ripercorrere la vita di Antonietta Raphaël: si passa dagli studi su Goya e Picasso, ai nudi femminili, fino alle figure simboliche e allusive tipiche di quel mondo orientale che sempre ha fatto parte del linguaggio di Raphaël. Roberto Longhi la definì “compagna di latte di Chagall” e sono infatti improntati ad una costante componente onirica questi tratti dalla luce chiara e dalle linee sensuali e morbide, a volte accennate a volte rinforzate con l’acquarello.

“100 disegni di Antonietta Raphaël donati al MUSMA dalla figlia Giulia Mafai”. I disegni, datati 1931-1964, mettono in luce un modo d’esprimersi completo, autonomo dalla scultura e dalla pittura, fondamentale per rivelare la personalità dell’artista.
16 novembre 2013-7 febbraio 2014 

  
  
               
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Antonietta Raphaël nasce a Kaunas, in Lituania, il 29 luglio del 1985, ultima di 12 figli. Nel 1905, alla morte del padre, si trasferisce con la madre a Londra dove si diploma in pianoforte alla Royal Academy. Dopo un breve soggiorno a Parigi arriva nel 1924 a Roma e comincia a frequentare l’Accademia dove conosce Mario Mafai. Nel 1927 si trasferisce con Mafai in una casa di Via Cavour, che diventerà un importante luogo di incontro per artisti e intellettuali dell’epoca tanto da essere definita la “scuola di Via Cavour”. Nel 1929 espone alla I Mostra del Sindacato Laziale fascista di Belle Arti in Via Nazionale e viene segnalata da R. Longhi e C. Pavolini. L’anno successivo parte per Parigi insieme a Mafai e vi rimane fino al 1933, intervallando il soggiorno con alcuni ritorni a Roma per rivedere le figlie. Nel 1936 comincia e dedicarsi alla scultura e inizia la Fuga di Sodoma, lavorando nello studio di Ettore Colla in via Castro Pretorio. Espone, nel 1937, alla VI Sindacale dei Mercati Traianei, la scultura Le tre sorelle. A causa delle leggi razziali, dal 1939 al 1943 la famiglia si trasferisce a Genova, dove vivrà confortata dall’aiuto dei collezionisti E. Jesi e A. Della Ragione.
1974 (7) 
 
 
 
 
Tornati a Roma è ancora Jesi ad aiutarli mettendo a loro disposizione la casa di Via Pisanelli. Finita la guerra, nel 1945 ritorna a Genova insieme alla figlia Giulia. Si dedica quasi esclusivamente alla scultura. Espone con Mafai alla Barbaroux di Milano, alla XXIV Biennale di Venezia, alla VI Quadriennale di Roma. Nel 1951 viene premiata nel concorso del monumento a Mameli. Nel 1952, rientrata a Roma, tiene una personale alla Galleria dello Zodiaco ed espone poi alla XXVI Biennale di Venezia. Dal 1953 al 1957 viaggia in Sicilia, Cina, Spagna. Si susseguono le personali ( Galleria La Colonna e Galleria La Tartaruga a Roma nel ’55, Galleria La strozzina a Firenze nel ’56), le collettive (nel 1956 espone in Cina con Sassu, Tettamanti, A. Fabbri, Turcato e Zancanaro) e i premi (Premio Spoleto nel ’56). Nel 1959 partecipa all’VIII Quadriennale di Roma nella mostra dedicata alla Scuola Romana dal 1930 al 1945. È del 1966 la prima grande mostra dei disegni a L’Arco di Macerata. Ne seguirà una seconda nel 1970 a L’Arco di Roma dove espone anche le cartelle di grafica presentate da G. Appella, C. Vivaldi e A. Moravia. Nel 1971 per l’editore Scheiwiller, a cura di Marzio Pinottini, esce il volume Scultura di Raphaël Muore a Roma il 5 settembre del 1975. L’anno successivo L’Arco di Roma presenta un Ricordo di Raphaël ed esce, presso Scheiwiller il volume, curato da Giuseppe Appella, Raphaël – Disegni dal 1928 al 1974. È del 2003 la Grande mostra nei Sassi dedicata ad Antonietta Raphaël in San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù.





   
   
 
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