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locandina pasolini
          
         

PASOLINI A MATERA.
IL VANGELO SECONDO MATTEO CINQUANT'ANNI DOPO.

 


Al MUSMA, la mostra è visitabile nei giorni e negli orari di apertura del Museo:
dal martedì alla domenica
gionata di chiusura: lunedì
ore 10.00 - 14.00 / 16.00 - 20.00
(sino al 30 settembre)
ore 10.00 - 14.00  (dal 1 ottobre)
Biglietto d'ingresso:
€5,00 (intero) - €3,50 (ridotto)
Il biglietto comprende la visita alla
mostra e alla collezione permanente.

Gli ingressi, i giorni e gli orari di apertura della mostra al Museo nazionale d'arte medioevale e moderna della Basilicata di Palazzo Lanfranchi sono consultabili alla pagina del sito www.beniculturali.it 
                                             
Il Museo nazionale d'arte medioevale e moderna della Basilicata a Palazzo Lanfranchi e il MUSMA ospitano una mostra che racconta la storia e i luoghi del capolavoro pasoliniano, in relazione al clima culturale e artistico lucano e italiano di questli anni.
21 luglio - 9 novembre 2014



  
  
               

Dal 21 luglio al 9 novembre 2014 il Museo nazionale d’arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi a Matera ospita la mostra Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia, curata da Marta Ragozzino, Soprintendente BSAE per la Basilicata e Giuseppe Appella, Direttore del MUSMA, con Ermanno Taviani, Professore di Storia Contemporanea all’Università di Catania e con la collaborazione di Paride Leporace, Direttore della Lucana Film Commission.

La mostra, promossa dal Comune di Matera, dalla Soprintendenza BSAE della Basilicata insieme alla Lucana Film Commission per celebrare i cinquant’anni del capolavoro girato da Pasolini nel 1964, prende forma -grazie al sostegno della Regione Basilicata- sotto l’egida del Comitato Matera Capitale Europea della Cultura nel 2019, nell’ambito del programma culturale per il 2014 ed in stretta condivisione con il direttore artistico Joseph Grima. Patrocinata dal Ministero per i beni e le attività culturali e del turismo e dalla Conferenza Episcopale Italiana, la mostra ha il supporto dell’Arcidiocesi di Matera–Irsina ed è realizzata con il contributo operativo della Cineteca Lucana, del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, della Cineteca Nazionale di Bologna,  del Gabinetto scientifico letterario G. P. Vieusseux di Firenze, la Pro Civitate Christiana di Assisi ed il Centro Studi Pier Paolo Pasolini di Casarsa.

Obiettivo della mostra  è mettere a fuoco, in maniera particolarmente approfondita e grazie a una narrazione originale, la genesi del capolavoro pasoliniano e  il rapporto del regista con la città di Matera, che nell’estate del 1964, sotto un sole ‘ferocemente antico’ divenne Gerusalemme.

L’occasione è preziosa per rileggere, attraverso la scelta di Pasolini e la vicenda del set principale nella città dei Sassi, un momento importante nella storia di Matera, negli anni della ‘vergogna nazionale’, dello svuotamento e abbandono degli antichi rioni, la cui popolazione venne trasferita nei nuovi quartieri della città ‘laboratorio’. In questi anni Matera, teatro di profonde contraddizioni, divenne meta privilegiata di artisti, fotografi, registi, documentaristi, antropologi, intellettuali, sociologi, architetti ed urbanisti, che con le loro testimonianze, spesso straordinarie, hanno contribuito a dar forma ad un’immagine della città e dell’intero Mezzogiorno.

La mostra, divisa in due parti, racconta la storia e i luoghi del Vangelo in relazione al clima culturale e artistico lucano e italiano di quegli anni.

La prima parte vede la ricostruzione del doppio contesto del film - quello dell’ideazione ed elaborazione creativa tra Roma ed Assisi e la Palestina tra il 1962 e il 1964 e quello della realizzazione delle riprese, del montaggio e della produzione del film.

La seconda, intitolata Tra Gruppo Uno e Gruppo 63. Nuove tecniche di immagine. Sculture di Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja. Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro, Giuseppe Uncini ed esposta tra il Museo di Palazzo Lanfranchi e il MUSMA (Museo di arte contemporanea di Matera), presenta importanti opere d’arte realizzate dai principali protagonisti del dibattito artistico dei primi anni Sessanta per aiutare a comprendere i nuovi orizzonti della scultura italiana negli anni in cui si guarda alle nuove tecniche d’immagine teorizzate da Giulio Carlo Argan e a Venezia la Pop-Art trova la sua consacrazione ufficiale.
L’allestimento si distingue per una forte connotazione multimediale e interattiva basata sul modello delle stazioni creative (ogni sezione sarà aperta non da un pannello introduttivo ma da un narratore, tra cui Goffredo Fofi, direttore della rivista Lo Straniero, Mino Argentieri, critico cinematografico e Serafino Murri, critico cinematografico e regista) e una narrazione estremamente visiva,  resa possibile grazie al montaggio creativo di documenti originali, dipinti, disegni, fotografie, spezzoni cinematografici, interviste, materiale bibliografico ed oggetti esposti (tra i quali la macchina da presa del regista e i costumi del film), per favorire una lettura a più livelli di approfondimento, comprensibile da tutti i diversi pubblici a cui il progetto intende rivolgersi, in un’ottica fortemente inclusiva.

Aprono la mostra, nella Chiesa del Carmine all’interno di Palazzo Lanfranchi, nel cui spazio si potrà accedere liberamente, le immagini di Intellettuale di Fabio Mauri, maestro dell’avanguardia italiana del secondo dopoguerra e amico di Pasolini fin dalla giovinezza bolognese. La performance, presentata nel 1975 in occasione dell’inaugurazione della Nuova Galleria d’Arte Moderna di Bologna, vede lo stesso Pasolini trasformato dall’artista in uno “schermo umano” su cui è proiettato Il Vangelo secondo Matteo.

 

SEZIONI DELLA MOSTRA

La mostra “Pasolini a Matera. Il Vangelo secondo Matteo cinquant’anni dopo. Nuove tecniche di immagine: arte, cinema, fotografia”  è divisa in sei sezioni, cinque riguardano specificamente il film il Vangelo secondo Matteo, l’ultima approfondisce la scultura contemporanea e si intitola Tra Gruppo Uno e Gruppo 63. Nuove tecniche di immagine. Sculture di Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja, Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro, Giuseppe Uncini.

La mostra si apre con una installazione all’interno della settecentesca chiesa del Carmine, che avrà il compito di presentare le diverse sezioni. Nella chiesa del Carmine si trovano le sette sculture più grandi e significative realizzate da Novelli, Perilli e Scialoja con Carrino, Frascà, Santoro ed Uncini. Davanti all’altare un grande schermo attraversabile sul cui sono proiettate le fotografie della performance Intellettuale di Fabio Mauri sul Vangelo secondo Matteo di Pasolini tenutasi a Bologna nel 1975.

La prima sezione della mostra, ospitata nella Sala Pascoli, si intitola La Folgorazione figurativa. Il cinema di Pasolini 1960/1964. In questa sala viene raccontato il cinema prima del Vangelo in chiave artistica e “sacra”: l’avvicinamento al Vangelo, tutto il primo cinema di Pasolini negli anni che vanno dal 1960 al 1963 attraverso spezzoni dei vari film.

In mostra in questa prima sezione disegni originali di Pasolini (tra i quali due ritratti dello storico dell’arte Roberto Longhi, suo maestro a Bologna, a cui il regista dedica Mamma Roma) e materiali pubblicitari della produzione Arco Film disegnati da Achille Perilli. In questa sala viene data anche particolare attenzione a La Ricotta, l’episodio di Rogopag girato da Pasolini che venne sequestrato per vilipendio alla religione di stato ed al processo subito dal regista.

La seconda sezione della mostra Da Roma ad Assisi alla Palestina: l’ideazione del Vangelo, racconta la creazione della pellicola attraverso i rapporti che il regista ebbe tra il 1962 e il 1964 con la comunità raccolta attorno a Don Giovanni Rossi, fondatore della Pro Civitate Christiana, che invitò Pasolini ad Assisi e gli diede poi forte sostegno nella realizzazione del film, incoraggiandolo anche a compiere un “pellegrinaggio” in Palestina, per conoscere i luoghi del Vangelo, che il regista volle poi ambientare nell’Italia meridionale e specialmente a Matera. In questa seconda sezione anche un’intervista originale a padre Virgilio Fantuzzi e ai volontari della Pro Civitate Christiana.

Matera come Gerusalemme è la terza sezione della mostra: in questa sala si racconta la produzione e la realizzazione del Vangelo. La scelta del sud, della Basilicata e il più importante set a Matera. In mostra le immagini di scena, alcune inedite a colori, realizzate dal fotografo ufficiale della produzione Angelo Novi. Oltre alle fotografie si potranno ammirare i costumi del film, disegnati da Danilo Donati, materiali inediti provenienti dagli archivi di Matera che documentano la presenza del regista nella città dei Sassi e  la macchina Arriflex utilizzata da Pasolini durante le riprese.

La quarta sezione della mostra, Il vangelo di Pasolini nella critica del tempo, racconta la ricezione del film da parte del pubblico, la presentazione al Festival di Venezia e il dibattito critico, che ne colse immediatamente la grandissima importanza. Il successo e il premio della critica cattolica (OCIC). La presentazione a Parigi e l’intervento di Jean Paul Sartre. In questa sezione sono presenti interviste originali a esponenti della critica del tempo, come Mino Argentieri, firma de l’Unità e Rinascita.

La quinta sezione Il sole ferocissimo e antico di Matera è dedicata alla città dei Sassi.

Nella sala si racconta della Matera incontrata da Pasolini, attraverso diverse rappresentazioni e documenti. Matera città del rovesciamento: da vergogna nazionale a patrimonio dell’umanità. L’occasione è preziosa per rileggere, attraverso la scelta di Pasolini e le vicende del set tra i Sassi, un momento molto importante nella storia della città, negli anni dello svuotamento e abbandono degli antichi rioni. In sala documenti originali, fotografie mai pubblicate prima (realizzate da Mario Carbone, Cartier Bresson, Mimmo Castellano, Giuseppe Rotundo) montaggio originale dei film girati a Matera prima del Vangelo. In mostra anche disegni e dipinti degli artisti che hanno guardato e attraversato in quegli anni la città: Rocco Falciano, Luigi Guerricchio, Mauro Masi, Antonio Masini, Carlo Levi.

La sesta ed ultima sezione, al secondo piano di Palazzo Lanfranchi, nella Sala delle Arcate, Saletta Mons. di Macco e MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea. Matera, è intitolata Tra Gruppo Uno e Gruppo 63. Nuove tecniche di immagine. Sculture di Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja, Nicola Carrino, Nato Frascà, Pasquale Santoro, Giuseppe Uncini.

Sono esposte 103 opere di grandi protagonisti della scena artistica dei primi anni Sessanta, per raccontare attraverso la scultura contemporanea il dibattito sulle nuove tecniche di immagine che si riflettono nel capolavoro di Pasolini.



 
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