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The MUSMA in one minute. Video

Fernando Arrabal in visita al MUSMA. Video

Portami al Confine. Trailer

Eliseo Mattiacci
Cagli (PU) 1940
mattiacci, vortice_musma

Vortice 2, 1988
ferro nervato, cm 360 x 175 x 115
Donazione E. Mattiacci, Pesaro

 

eliseo mattiacci, cancello riflesso ordine cosmico_musma

Cancello “Riflesso dell’ordine cosmico, 2010”


 

eliseo mattiacci_musma
Nato a Cagli nel 1940, Eliseo Mattiacci si trasferisce a Roma nel 1964. Partecipa al rinnovamento dell’ arte contemporanea alla fine degli anni Sessanta concependo opere nelle quali lo spettatore viene coinvolto nel processo creativo: nella sua prima mostra personale nel 1967 alla Galleria La Tartaruga di Roma, presenta un tubo flessibile di 150 metri in ferro nichelato verniciato giallo “Agip” che modifica lo spazio e invita il pubblico a modificarlo. Precursore dell`Arte povera, Mattiacci si distingue sin da subito per l`uso spregiudicato di vari materiali, soprattutto metallici, più o meno malleabili, realizzando opere che suscitano insolite esperienze tattili ed esaltano la forza di gravità, il peso, il magnetismo, permettendo di osservare come differenti materiali reagiscono a differenti sollecitazioni. Presenta i suoi lavori in diverse mostre in Italia e in occasione della Biennale di Parigi del 1967, grazie a Pino Pascali, fa conoscere il suo lavoro al gallerista e mercante d’arte Alexandre Jolas, esponendo il proprio lavoro anche a Parigi e New York. L'indagine della propria identità in relazione all'altro da sé, l'interesse per le culture diverse da quella occidentale, la verifica dei modi della comunicazione, sono i temi centrali del lavoro di Mattiacci nel corso degli anni Settanta (nel 1971 espone se stesso con le braccia e il busto ingessati; nel 1972, con l'ausilio del pubblico, mette in scena le azioni Sostituirsi con una parte dell'artista). 
Negli anni ottanta la ricerca di Mattiacci si volge a opere di ispirazione cosmico-astronomica. L’artista si concentra su energie fisiche visibili ed invisibili come l’attrazione magnetica di grandi calamite e il tentativo di sottrarre peso ai materiali metallici pesanti. Sulle superfici sono segnate le rotte dei pianeti, le ellissi delle traiettorie celesti, i cerchi concentrici degli ordini cosmici. 
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