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Fernando Arrabal in visita al MUSMA. Video

L'intervista del MUSMA a Emilio Isgrò. Video

  Carlo Mattioli
  Modena 1911 - Parma 1994
mattioli carlo, nuco coricato_musma

Nudo coricato, 1973
cemento dipinto, cm 102 x 21,5 x 21
Donazione A. Zaniboni Mattioli, Parma

  

 mattioli carlo_musma

Carlo Mattioli nasce a Modena nel 1911, figlio di un insegnante di disegno e nipote di un decoratore. Sviluppa fin da giovane, a contatto con l’imponenza romanica del Duomo di Modena, la passione per la scultura, dedicandosi, però, negli anni della sua formazione, soprattutto alla pittura. Nel 1925 si trasferisce con la famiglia a Parma dove studia all’Istituto d’Arte. Dopo il diploma insegna disegno, prima in Istria e in Toscana, poi a Parma e a Bologna. Risalgono al 1938 le prime testimonianze significative della sua opera, in particolare il Ritratto della moglie Lina. Successivamente si dedica soprattutto a nature morte, paesaggi e a opere grafiche con prevalente raffigurazione di nudi femminili. Dal 1950 espone regolarmente alla Biennale di Venezia vincendo nel 1956 il premio speciale Comune di Venezia per il disegno con giuria presieduta da Roberto Longhi.

Negli anni Cinquanta e Sessanta e con lunghi intervalli fino al 1990, si cimenta con l’Arte Sacra, con la scultura in scala monumentale.Rispondendo con generosità alle richieste delle Diocesi di Parma, Modena e Ascoli Piceno realizza pareti di mosaici (Cattedrale di Ascoli e San Pio X a Modena), vetrate e altari, dipinge grandi croci (San Miniato al Monte e San Giovanni Evangelista a Parma), scolpisce il grande fonte battesimale di Santa Maria della Pace a Parma. Nel 1970 viene allestita da Roberto Tassi, nelle Scuderie delle Pilotta a Parma, la prima mostra antologica dell’opera di Mattioli. Gli anni 1969-‘70 sono gli anni dei Notturni: un cielo con nubi o illuminato dalla presenza della luna, la notte che avvolge la spiaggia o la cattedrale di Parma. Dal 1972 Mattioli si concentra quasi esclusivamente sul paesaggio già praticato fin dagli anni Quaranta ma con un’esplosione cromatica a lui prima sconosciuta: l’artista dipinge le Spiagge assolate della Versilia, i Campi di papaveri, le Lavande, i Paesaggi in collina, le Ginestre del Conero, i Boschi, Le Aigues Mortes. Nel 1984 viene allestita nel Palazzo Reale di Milano una grande retrospettiva a cura di Pier Carlo Santini. Intanto compaiono nuovi cicli: i Pineti del 1983 e i Fiori del Male nel 1985. Nel 1986, per i suoi settantacinque anni, vengono realizzate una mostra antologica di paesaggi a Ferrara, nel Palazzo dei Diamanti, e una raccolta di inediti degli anni Sessanta e Settanta a Palazzo Te a Mantova. Nell’inverno del 1993 Mattioli dipinge i suoi ultimi quadri ad olio, dopo un lungo periodo in cui le precarie condizioni di salute gli avevano impedito di lavorare al cavalletto. Scompare a Parma il 12 luglio 1994. Nel decennale della morte, nel 2004, Parma lo ricorda con una nuova antologica alla Galleria Nazionale. Nel 2011, per il centenario della nascita, Maurizio Calvesi, Giovanni Morello e Anna Zaniboni Mattioli curano la retrospettiva ordinata nel Braccio di Carlo Magno in Vaticano; nel 2012 Simona Tosini Pizzetti raccoglie 42 Nature Morte nelle due sale centrali del Museo Morandi a Bologna. Dal 1°giugno al 12 luglio 2013, il MUSMA ospita la mostra “Carlo Mattioli. Sculture e ceramiche dal 1955 al 1976. Disegni, acquarelli e tempere dal 1938 al 1993”.
 
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