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Monitoraggio e conservazione delle opere
Pasquale Santoro - Tramonto a MetapontoPasquale Santoro
Tramonto a Metaponto, 1986 (acciaio verniciato)
Primo cortile
L’idea di esporre sculture contemporanee in una città antica come Matera nasce nel 1978 con la prima mostra di Pietro Consagra. L’iniziativa è proseguita negli anni successivi, e continua tutt’oggi, grazie al lavoro e alla tenacia di due realtà attive nel territorio lucano: il Circolo Culturale “La Scaletta” e la “Fondazione Zétema” di Matera con il supporto di Giuseppe Appella, oggi Direttore del MUSMA.

 mannucci
Edgardo Mannucci
Idea, 1964
(ottone e scorie
di bronzo fuso)
Sala 5

  mascherini
Marcello Mascherini
Figura Jonica
, 1967
(bronzo)
Secondo cortile

Mentre si avviava la ristrutturazione di Palazzo Pomarici, iniziava la fase di recupero delle opere (320 attualmente in esposizione) lungo tutta la penisola, in diversi paesi europei e negli Stati Uniti, insieme ai numerosi volumi che hanno permesso la nascita della biblioteca dedicata all’editore milanese “Vanni Scheiwiller”. A questa prima fase hanno fatto seguito la redazione e la compilazione degli atti privati di donazione; i controlli e le revisioni sulle misurazioni; l’acquisizione di dati ex-novo di opere eseguite da giovani artisti appositamente per il Museo. Grazie ad alcune indagini bibliografiche, sono state esplicitate, in buona parte, le intenzionalità degli artisti riguardanti l’esposizione, la manutenzione e l’eventuale restauro delle proprie opere. Il lavoro di classificazione delle stesse, a seconda del materiale, è servito per effettuare controlli dello stato conservativo, a cadenza giornaliera (per esempio: le cere, durante il periodo estivo), settimanale o mensile. Tutti i dati acquisiti sono stati, poi, catalogati e digitalizzati utilizzando una doppia scheda OAC: quella anagrafica che contiene informazioni di base e una più dettagliata contenente indicazioni specifiche, utili per i controlli e per una manutenzione programmata.

hare

David Hare
Guardando dentro e fuori la caverna, 1974
(acciaio, bronzo, plexiglass, colore e sabbia)
Primo ipogeo

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Leoncillo
Itinerario, 1958
(terracotta smaltata)
Terzo ipogeo

La nascita del MUSMA ha impegnato la collaborazione di vari professionisti che, nel decidere la collocazione delle opere, hanno cercato di coniugare differenti esigenze: quella conservativa e quella di un percorso storico che esigeva una buona visita guidata. Il percorso del lavoro di conservazione, iniziato nel 2006 (anno di apertura del Museo), mira tutt’oggi essenzialmente al monitoraggio e alla prevenzione del degrado delle opere esposte e di quelle nei magazzini. 

capitano2
Giuseppe Capitano
Spiga, 2006
(cotone e canapa)
Secondo ipogeo

 perilli
Achille Perilli
La voglia di Giano Bifronte, 1997
(legno)
Sala 9

Il nostro è ancora un cantiere di conoscenza. Fino a questo momento non si è presentata una reale necessità di grossi interventi di restauro in quanto cerchiamo di ridurre quanto più possibile i rischi di degrado con una costante revisione tenendo in considerazione, in primo luogo, la deperibilità dei materiali e il fatto che diverse opere sono state realizzare a tecnica mista. Piccoli interventi di pulitura sono stati eseguiti alla presenza degli artisti sulle proprie opere e, a volte, è capitato anche di spostare un’opera per non comprometterne la salute. Continuiamo, comunque, in questa operazione di salvaguardia per cercare di far vivere le opere d’arte il più a lungo possibile, consci che non esistono un clima e un ambiente idonei per tutte. Gli stessi luoghi espositivi sono oggetto di controllo attraverso un monitoraggio microclimatico a cadenza quindicinale. Continua il lavoro di aggiornamento del database con l’inserimento di dati fotografici sulle condizioni delle singole opere e di informazioni raccolte attraverso interviste rivolte agli artisti sulla conservazione e la manutenzione delle proprie creazioni. 

fazzini
Pericle Fazzini
Donna che si asciuga, 1973
(gesso)
Sala 4


Scheda a cura della Dott.ssa Rosa Stella Pastore


 
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    Fondazione Zetema       Comune di Matera Circolo La Scaletta
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