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The MUSMA in one minute. Video

Fernando Arrabal in visita al MUSMA. Video

Portami al Confine. Trailer

PIANO SUPERIORE    
  piano superiore piantina musma                                                                                                          Il piano superiore
 Piano inferiore
Sala 1
piano terra bn  
Sala 2
Sala 3
Sala 4
Sala 5
Sala 6
Sala 7
Sala 8
Sala 9
Sala 10 
                           
SALA 6

In pittura, la percezione può costituire valore di concetto. La nostra è una pittura per gli occhi non per la ‘memoria’. La ‘memoria’ devitalizza i sensi. La percezione è un prodotto dei sensi, non della ‘memoria’. Prima del cervello c’è l’occhio. Il cervello è il ‘luogo’ dove l’immagine percepita dall’occhio viene registrata, elaborata e riverberata, quindi arricchita. [Gastone Biggi, Nicola Carrino, Nato Frascà, Giuseppe Uncini – dal manifesto del Gruppo Uno Roma, dicembre 1964]

Ci accolgono, nella sala 6, tre dei rappresentanti del Gruppo 1: Pasquale (Ninì) Santoro, Nato Frascà e Giuseppe Uncini. In un clima artistico come quello del dopoguerra, caratterizzato da un lato dall’ingombrante presenza del Realismo socialista, dall’altro dalla progressiva affermazione dell’Informale, il Gruppo 1, che nasce a Roma nel dicembre del 1962 focalizza le proprie ricerche sul ruolo della percezione nella costruzione e nella fruizione dell'opera d’arte e su una ricostituzione in termini razionali dei linguaggi visivi attraverso un riesame del rapporto artista-società.

Il gruppo ha vita breve, gli artisti firmatari proseguiranno poi autonomamente la propria carriera, pur cercando sempre di rimanere fedeli ai principi ispiratori del manifesto del ’64. Pasquale Santoro (Ferrandina, MT, 1933), autore dei cancelli d’artista che danno accesso ai primi tre ipogei di Palazzo Pomarici e alle sale della Caccia, sperimenta diversi linguaggi espressivi e molteplici tecniche. In Nicole, acrilico del 1972, l’artista scandisce le leggi della geometria nel ritmo musicale dei colori. I segni stratificati e il dinamismo delle linee richiamano le essenziali ed elegantissime forme minimaliste delle sue sculture.

 
 
 
 
I rapporti contenuto-contenente, il valore della percezione, la consapevolezza di una “maestà geometrica” quale nucleo dell’emozione: sono queste le linee d’indirizzo delle opere di Nato Frascà (Roma 1931 – 2006). In Rebis matrice (1967-2001) la scultura si fa ambiente e spazio percettivo: Rebis, uno dei nomi alchimistici della Pietra Filosofale è un cubo, geometria che viene distorta e messa in tensione dalla diagonale, simbolo delle contraddizioni dinamiche e delle deformazioni della società.
  Le misure, le proporzioni e i rapporti aurei tra le architetture, gli interni e il paesaggio costituiscono i cardini del lavoro di Giuseppe Uncini (Fabriano, AN, 1929 – Trevi, PG, 2008). Spazio di ferro n. 8 (1988) è una delle strutture architettoniche con le quali l’artista marchigiano costruisce lo spazio, dando concretezza all’arte. “Mi piace pensare alla mia scultura – scrive Uncini – come qualcosa che possiede due vite; l’una quella che io riesco a darle con i miei “criteri” di estetica, di spazio e di poesia, l’altra, quella dovuta all’uso quotidiano, vero, concreto della cosa. Naturalmente ciò che mi interessa è caricare questi vuoti di umori, di momenti poetici, insomma di farne delle cavità dense di avventure esistenziali”.
 
 
 
 
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    Fondazione Zetema       Comune di Matera Circolo La Scaletta
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